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	<title>Infouil - Informazione sindacale per i lavoratori uil</title>
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		<title>Una classe dirigente&#8230; di un altro mondo!</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 14:52:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Domenico Niglio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie dal territorio]]></category>

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		<description><![CDATA[di Domenico Niglio Sono trascorsi soltanto otto giorni dalla presentazione del Rapporto Italia e la “dura” analisi proposta dal Presidente dell’Eurispes Gian Maria Fara, rispetto alla classe dirigente del nostro paese, sembra addirittura edulcorata. L’ultimo gesto che cronologicamente veniva portato ad esempio da Fara, riguardava la “poco sobria” (per sua stessa ammissione) uscita dell’enfant prodige [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><strong>di Domenico Niglio</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.infouil.it/wp-content/uploads/2012/02/images.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3186" title="images" src="http://www.infouil.it/wp-content/uploads/2012/02/images.jpg" alt="" width="183" height="275" /></a>Sono trascorsi soltanto otto giorni dalla presentazione del Rapporto Italia e la “dura” analisi proposta dal Presidente dell’Eurispes Gian Maria Fara, rispetto alla classe dirigente del nostro paese, sembra addirittura edulcorata.</p>
<p style="text-align: justify;">L’ultimo gesto che cronologicamente veniva portato ad esempio da Fara, riguardava la “poco sobria” (per sua stessa ammissione) uscita dell’enfant prodige del diritto (e del Governo) italiano Michel Martone, a proposito di istruzione e sfiga.</p>
<p style="text-align: justify;">“Un generale di vent’anni” non può certo condividere pensieri e sentimenti di chi, come nella norma, a 20 anni svolge il militare di leva.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma, dopo di lui, non voleva certo sfigurare il suo capo: e già perché Monti dice che è noioso stare sempre seduti sulla stessa poltrona… è bello variare… lui lo fa addirittura da quando a 26 anni (appena tornato da Yale), si è seduto sulla cattedra di Ordinario all’università di Trento. Ma solo per un anno e, a seguire, le cattedre di Torino e della Bocconi. Qui, dove ha studiato, le poltrone ha voluto provarle tutte, quindi anche quella di Rettore e di Presidente.<span id="more-3183"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Tralasciando commissioni e comitati (una quindicina tra nazionali ed europei), consulenze più o meno stabili e durature (da Goldman Sachs a Bilderberg, dalla Coca Cola a Moody’s, ad altre cosiddette “minori”), il buon Monti non si è fatto mancare nemmeno quelle politiche, da Commissario Europeo, a Senatore a vita, fino a Presidente del Consiglio e qualcuno già lo vede prossimo inquilino del Quirinale!</p>
<p style="text-align: justify;">Da non tralasciare che poi, in quei rari momenti di noia, Super Mario non ha mai dimenticato di essere un cattedratico e dunque ha pubblicato tante e tante opere.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, certo che così non ci si annoia, anzi al suo posto direi.. evviva la mobilità!</p>
<p style="text-align: justify;">Ma anche qui.. evidentemente si fanno affermazioni che danno l’idea di quanto sia divisa l’Italia nella percezione della realtà.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci si annoia a casa, quando non si ha un impegno di lavoro. Chi è precario… si preoccupa, non si annoia!</p>
<p style="text-align: justify;">Ma la classe dirigente ci ha regalato anche un altro paio di “perle” in questi ultimi giorni, da non tralasciare.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ il caso del “tesoretto” di Luigi Lusi, dirigente di partito, in grado di far “giochi di prestigio” con 13 milioni di euro, senza che nessuno dei “compagni” se ne accorgesse. Allora vien da pensare che questi altri illustri dirigenti, non dirigano poi con così tanto “senno” se non hanno un minimo di controllo sui soldi. A meno che questa, ed è un’ipotesi ancor più imbarazzante, fosse una cifra talmente irrisoria da poter sfuggire, come la “cresta” sulle note spese, divenuta ormai consuetudine per chi ricopre ruoli dirigenziali. Ed in parte è effettivamente così, visto che il debito dei DS certificato nel bilancio 2010 è stato stimato in 183 milioni di Euro!</p>
<p style="text-align: justify;">E scopriamo così che i Partiti, da cui nascono Governi che applicano controlli su controlli anche sui bilanci di quelle associazioni e fondazioni che, per natura giuridica e per attività, sono private e non utilizzano fondi pubblici, hanno una gestione dei propri bilanci e una percezione del valore del denaro, pari a quella di un “figlio di papà” minorenne!</p>
<p style="text-align: justify;">Ma più passano i giorni e più l’inadeguatezza della classe dirigente si avvicina alle nostre realtà più prossime. E’ il caso di quanto avvenuto in Cassa Psicologi dove l’astuto Senatore Riccardo Conti, astuto ed imprenditore dunque posso anche tralasciare il Partito di appartenenza, è stato così in gamba da acquistare un immobile di prestigio a 26,5 milioni di euro (li avrà già avuti di suo e dichiarati, o sarà stato uno dei pochi fortunati cui la banca ha concesso un mutuo di questi tempi?) e venderlo, nello stesso giorno, a 44,5 milioni all’Ente Previdenziale di cui sopra.</p>
<p style="text-align: justify;">Un affare da 18 milioni in un giorno che qualunque cittadino astuto avrebbe potuto realizzare. Chiunque fosse però anche imprenditore, parlamentare ed.. a conoscenza dell’affare.</p>
<p style="text-align: justify;">E l’Enpap in tutto questo? Bè, comunicati e giustificazioni…come tutte le altre volte in cui una Cassa o un Ordine Professionale è assurto agli onori delle cronache. Giustificazioni ad uso e consumo degli iscritti, ma all’interno delle strutture poco cambia.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ vero, dobbiamo ammetterlo. All’interno delle Casse previdenziali la classe dirigente amministrativa ha un discreto livello di preparazione tecnica, ma è spesso priva della necessaria “struttura” dirigenziale, anche perché sempre più spesso i dirigenti vengono assunti direttamente dall’esterno.</p>
<p style="text-align: justify;">Per struttura, intendo quella serie di caratteristiche che fanno di un ottimo lavoratore, un buon dirigente.</p>
<p style="text-align: justify;">Per essere buoni dirigenti, intanto, è necessario aver.. lavorato!</p>
<p style="text-align: justify;">Sembra una banalità, ma in alcuni casi il ruolo dirigenziale è il primo impatto che il laureato, sfigato o no che sia (ha comunque la fortuna di avere un buon ..amico), ha con il contesto lavorativo in cui è chiamato a svolgere il ruolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Non conoscendo l’ambiente, né le consuetudini e soprattutto gli Uomini che ne fanno parte, spesso commette l’errore di pensare di rivoluzionare tutto, di mettere al centro la propria presunta preparazione professionale, senza confrontarsi con chi la realtà conosce, fidandosi solo delle direttive imposte dal “benefattore”. Incorre in una serie di macroscopici errori che rendono difficile ciò che, prima del suo avvento, avveniva spontaneamente.</p>
<p style="text-align: justify;">Spesso è costretto ad avallare anche procedure difficili da giustificare e doversi assumere i rischi conseguenti, tutto in nome della riconoscenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Poi c’è il dirigente “sciolto”, quello che a quel ruolo pensa di esserci arrivato per merito (o presunto tale) e che comunque non è legato al “potere” attuale, ma vorrebbe tanto farne parte. E lo contesta sino ai limiti (e spesso anche oltre) della “legalità contrattuale”, imponendo scelte sindacali ai lavoratori a lui assegnati e attaccando pubblicamente ed in modo clamoroso i diretti superiori.</p>
<p style="text-align: justify;">Ed a questo punto è inevitabile un pensiero alla classe dirigente politica di questi Enti.</p>
<p style="text-align: justify;">Va bene il potere, ma per svolgere il proprio lavoro queste Casse hanno l’esigenza di essere dotati di dirigenti capaci, non di persone semplicemente fidelizzate.</p>
<p style="text-align: justify;">I dipendenti sono uomini, dunque è necessario conoscerli e rispettarli, nelle scelte, nella storia lavorativa e nelle inclinazioni. Ma evidentemente questa classe dirigente politica è un po’ “distratta” per pensare in questo momento anche a dover gestire gli Enti.</p>
<p style="text-align: justify;">Lì ci ha posizionato i propri uomini a contenere le spese ed a fare indottrinamento sindacale e politico. Uomini che, nella giusta proporzione, spesso hanno la medesima differente percezione della realtà che incorre tra Monti e il precario, tra Martone e lo sfigato.</p>
<p style="text-align: justify;">Certo, se qualcuno commenta una “vignetta”, viene licenziato, ma quando un dirigente insulta con comportamenti ed atti la dignità e le scelte ideologiche del lavoratore, è ben più difficile mettere in moto la “macchina” disciplinare.</p>
<p style="text-align: justify;">Per fortuna esiste anche una parte dirigenziale sana che mantiene in vita il tutto. Quella parte che non insegue chimere di potere, ma risponde con il lavoro. Quella parte che è ben voluta dai dipendenti ed effettivamente utile alla parte politica.</p>
<p style="text-align: justify;">Chi comanda, rifletta e cambi rotta. I “servi sciocchi” e i “nerds” (inteso come bravi tecnici, ma senza anima) possono essere utili al momento, ma nel lungo periodo la classe dirigente che rende è quella forse sfigata, annoiata, onesta, poco astuta, ma che è in grado di rendere i luoghi di lavoro produttivi ed al contempo sereni.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma credo che questo argomento meriti un approfondimento nei prossimi giorni.</p>
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		<title>Adepp, che l&#8217;Assemblea calendarizzi gli incontri</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 16:01:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Domenico Niglio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Enti Privati]]></category>
		<category><![CDATA[Politiche Sindacali]]></category>

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		<description><![CDATA[di Domenico Niglio E&#8217; in programma oggi l&#8217;Assemblea dell&#8217;Adepp, l&#8217;Associazione che unisce le Casse Previdenziali Privatizzate. I Presidenti si ritroveranno a discutere temi che sono di assoluta attualità nell&#8217;ambito delle riforme del sistema previdenziale italiano e di queste Casse in particolare. E&#8217; importante che si trovi il sistema per garantire quella sostenibilità che il Governo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><strong>di Domenico Niglio</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong></strong></em><a href="http://www.infouil.it/wp-content/uploads/2012/02/adepp.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3162" title="adepp" src="http://www.infouil.it/wp-content/uploads/2012/02/adepp.jpg" alt="" width="147" height="62" /></a>E&#8217; in programma oggi l&#8217;Assemblea dell&#8217;Adepp, l&#8217;Associazione che unisce le Casse Previdenziali Privatizzate.</p>
<p style="text-align: justify;">I Presidenti si ritroveranno a discutere temi che sono di assoluta attualità nell&#8217;ambito delle riforme del sistema previdenziale italiano e di queste Casse in particolare.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; importante che si trovi il sistema per garantire quella sostenibilità che il Governo richiede. Una priorità, questa,  anche per i lavoratori e per chi li rappresenta, preoccupati di mantenere intatto il livello occupazionale dell&#8217;intero settore. Indifferentemente che ciò si ottenga unificando le Casse o permanendo lo stato attuale.<span id="more-3159"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Ma un altro dei temi che sicuramente sarà affrontato dai Presidenti è quello relativo alla &#8220;coda contrattuale&#8221; ancora da definire, anche alla luce della recente sentenza del Tar che ha determinato l&#8217;uscita delle Casse dall&#8217;elenco Istat.</p>
<p style="text-align: justify;">Ricordiamo che, a tal proposito, nella riunione del 23 dicembre scorso (<a href="http://www.infouil.it/2011/12/23/adepp-prorogata-di-6-mesi-la-scadenza-per-la-coda/">http://www.infouil.it/2011/12/23/adepp-prorogata-di-6-mesi-la-scadenza-per-la-coda/</a>), si era addivenuti all&#8217;accordo di prorogare a fine giugno la scadenza per definire l&#8217;istituto in discussione (Art. 46 e 47 del CCNL).</p>
<p style="text-align: justify;">La scorsa settimana le Organizzazioni Sindacali hanno presentate le proprie istanze di riapertura del negoziato e, visto &#8220;l&#8217;ingorgo&#8221; di scadenze che gravano sulle Casse al 30 di giugno, è auspicabile che si provveda alla calendarizzazione degli incontri a partire già dalla prossima settimana.</p>
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		<title>La sconcertante vicenda Conti-Enpap</title>
		<link>http://www.infouil.it/2012/02/02/la-sconcertante-vicenda-conti-enpap/</link>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 15:51:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Domenico Niglio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Enti Privati]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie dal territorio]]></category>

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		<description><![CDATA[Sconcerto! Quello che è successo alla Cassa Psicologi rende evidente la necessità di avere chiare le procedure con le quali operano gli enti di previdenza obbligatoria dei professionisti. Questo a tutela degli iscritti e dei dipendenti. A noi non sconcerta tanto l’operato dell’On. Conti, quanto il fatto che un ente proceda ad un acquisto di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.infouil.it/wp-content/uploads/2012/02/Caso-Conti.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3168" title="Caso Conti" src="http://www.infouil.it/wp-content/uploads/2012/02/Caso-Conti.jpg" alt="" width="215" height="234" /></a>Sconcerto!<br />
Quello che è successo alla Cassa Psicologi rende evidente la necessità di avere chiare le procedure con le quali operano gli enti di previdenza obbligatoria dei professionisti.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo a tutela degli iscritti e dei dipendenti.</p>
<p style="text-align: justify;">A noi non sconcerta tanto l’operato dell’On. Conti, quanto il fatto che un ente proceda ad un acquisto di un immobile da un soggetto che ha appena acquistato un bene.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci si chiede come mai le trattative siano state effettuate con chi non era proprietario, a meno che queste non siano state avviate e concluse nel breve lasso di tempo intercorso tra l’acquisto del venditore e l’ente.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto questo non aiuta a dare credibilità ad un sistema di gestione che invece vede tanti soggetti impegnati a garantire procedure trasparenti agli investimenti. Il problema è se è necessario immaginare una distinzione tra ruolo di indirizzo e ruolo di gestione.</p>
<p style="text-align: justify;">Un altro interrogativo: tutto questo è avvenuto senza che i Ministeri vigilanti sapessero nulla?</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>G.R.</strong></em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Costruire il Parco del terzo millennio</title>
		<link>http://www.infouil.it/2012/02/02/costruire-il-parco-del-terzo-millennio/</link>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 14:30:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Domenico Niglio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Enti Pubblici]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche in considerazione dell’importanza del PNALM nello scenario dei parchi nazionale ed internazionali, valutiamo positivamente l’opportunità di un confronto con gli Organi del Parco per verificare la possibilità di intraprendere ogni utile iniziativa che possa essere di stimolo per rendere sempre più efficace la tutela naturalistica anche attraverso la valorizzazione dei siti offrendo una sempre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.infouil.it/wp-content/uploads/2012/02/Parco-Nazionale-Abruzzo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3151" title="Parco Nazionale Abruzzo" src="http://www.infouil.it/wp-content/uploads/2012/02/Parco-Nazionale-Abruzzo.jpg" alt="" width="209" height="241" /></a>Anche in considerazione dell’importanza del PNALM nello scenario dei parchi nazionale ed internazionali, valutiamo positivamente l’opportunità di un confronto con gli Organi del Parco per verificare la possibilità di intraprendere ogni utile iniziativa che possa essere di stimolo per rendere sempre più efficace la tutela naturalistica anche attraverso la valorizzazione dei siti offrendo una sempre maggiore informazione e proposte di educazione ambientale ai visitatori.</p>
<p style="text-align: justify;">La valorizzazione e la tutela del patrimonio ambientale rende indispensabile un adeguato controllo del territorio:  in questo senso le Guardie del Parco svolgono un compito essenziale così come le Guardie del Corpo Forestale. A tal proposito non si può  che rilevare la diversa situazione del PNALM e del Parco naz. del Gran Paradiso relativamente a tale funzione, anche per una più corretta imputazione dei costi,  in quanto le Guardie del Parco qui svolgono un ruolo che negli altri Parchi  è svolto esclusivamente dal Corpo Forestale.<span id="more-3150"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Per tutti questi motivi siamo disponibili a promuovere ogni utile iniziativa, se si vuole sperimentale, che possa essere di stimolo anche ad una rivisitazione normativa finalizzata ad adeguare le regole di funzionamento dei Parchi alle sempre nuove esigenze.</p>
<p style="text-align: justify;">I lavoratori del PNALM sono pronti ad affrontare questa sfida.  Conclusa la regolarizzazione della situazione amministrativa ed occupazionale, anche attraverso la previsione di appositi, specifici, finanziamenti, è oggi il momento di chiedere agli Amministratore del Parco quali siano i loro orizzonti di intervento, le linee di sviluppo contenuti nel piano triennale: siamo fiduciosi che avremo risposte competenti e coraggiose che sapranno  valorizzare anche il patrimonio professionale del personale.</p>
<p style="text-align: justify;">La UIL è,  come sempre,  impegnata in questo obiettivo di valorizzazione e tutela.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Pubblico impiego: in atto la ricognizione del personale</title>
		<link>http://www.infouil.it/2012/02/02/pubblico-impiego-in-atto-la-ricognizione-del-personale/</link>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 14:15:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Domenico Niglio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Enti Privati]]></category>

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		<description><![CDATA[Si sta svolgendo in questi giorni la ricognizione del personale degli Enti Pubblici non Economici, delle Agenzie, dei Ministeri e degli Enti di Ricerca. Il Dipartimento della Funzione Pubblica ha richiesto alle Amministrazioni  dei dati, da presentare entro il 31 Gennaio 2012, che sarà opportuno che ogni responsabile di Gau richieda all’amministrazione di Appartenenza. Inutile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" title="la circolare del Dipartimento della Funzione Pubblica"><a href="http://www.infouil.it/wp-content/uploads/2012/02/dipartimento-della-funzione-pubblica.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3139" title="dipartimento della funzione pubblica" src="http://www.infouil.it/wp-content/uploads/2012/02/dipartimento-della-funzione-pubblica.jpg" alt="" width="259" height="194" /></a>Si sta svolgendo in questi giorni la ricognizione del personale degli Enti Pubblici non Economici, delle Agenzie, dei Ministeri e degli Enti di Ricerca.<br />
Il Dipartimento della Funzione Pubblica ha richiesto alle Amministrazioni  dei dati, da presentare entro il 31 Gennaio 2012, che sarà opportuno che ogni responsabile di Gau richieda all’amministrazione di Appartenenza.<br />
Inutile sottolineare la gravità della situazione ed è quindi importante conoscere i dati della rilevazione , anche al fine di evitare, nel caso, l’apertura delle procedure di mobilità di cui all’art. 33 del 165/2001.<br />
In allegato la circolare del Dipartimento della Funzione Pubblica (<a href="http://www.infouil.it/wp-content/uploads/2012/02/rilevazione_personale_di_ruolo1.pdf">rilevazione_personale_di_ruolo</a>) e le schede del monitoraggio (<a href="http://www.infouil.it/wp-content/uploads/2012/02/prospetto_monitoraggio-epne.xls">prospetto_monitoraggio epne</a>, <a href="http://www.infouil.it/wp-content/uploads/2012/02/prospetto_monitoraggio_enti-di-ricerca.xls">prospetto_monitoraggio_enti di ricerca</a>, <a href="http://www.infouil.it/wp-content/uploads/2012/02/prospetto_monitoraggio_ministeri.xls">prospetto_monitoraggio_ministeri</a>).</p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Firmiamo e&#8230; Riformiamo la Riforma!</title>
		<link>http://www.infouil.it/2012/02/02/firmiamo-e-riformiamo-la-riforma/</link>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 10:25:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Domenico Niglio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politiche Sindacali]]></category>

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		<description><![CDATA[La UIL PA, a sostegno delle rivendicazioni contenute nella vertenza UIL Pubblico Impiego, insieme alle altre categorie UIL del settore, ha deciso di lanciare la raccolta delle firme necessarie per la presentazione al Parlamento di una proposta di legge di iniziativa popolare. Gli scopi che ci prefiggiamo riguardano: - la ripresa della contrattazione collettiva nazionale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.infouil.it/wp-content/uploads/2012/02/Uilpa-riforma_web2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3134" title="Uilpa-riforma_web2" src="http://www.infouil.it/wp-content/uploads/2012/02/Uilpa-riforma_web2-211x300.jpg" alt="" width="211" height="300" /></a>La UIL PA, a sostegno delle rivendicazioni contenute nella vertenza UIL Pubblico Impiego, insieme alle altre categorie UIL del settore, ha deciso di lanciare la raccolta delle firme necessarie per la presentazione al Parlamento di una proposta di legge di iniziativa popolare.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli scopi che ci prefiggiamo riguardano:</p>
<p style="text-align: justify;">- la ripresa della contrattazione collettiva nazionale e integrativa;</p>
<p style="text-align: justify;">- l&#8217;eliminazione delle norme del sistema di valutazione che prevedono le tre fasce di performance;</p>
<p style="text-align: justify;">- l&#8217;introduzione di disposizioni per dare un futuro certo a chi lavora nella precarietà;</p>
<p style="text-align: justify;">- la restituzione alla contrattazione della competenza per la definizione dei criteri e delle regole da applicare in materia di mobilità;</p>
<p style="text-align: justify;">- l&#8217;abrogazione delle norme che impongono ai lavoratori pubblici una tassa sulla malattia;<span id="more-3133"></span></p>
<p style="text-align: justify;">La raccolta delle firme (obiettivo minimo 50.000) inizierà non appena saranno ultimati gli adempimenti formali richiesti dall&#8217;art. 71, c. 2 della Costituzione e dagli artt. 48 e 49 della Legge 25 maggio 1970, n. 352.</p>
<p style="text-align: justify;">Siamo convinti che questa raccolta troverà il favore e la condivisione della stragrande maggioranza dei lavoratori, colpiti negli ultimi anni da una serie infinita di provvedimenti punitivi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma ci aspettiamo anche la comprensione della cittadinanza che, attraverso questa iniziativa, sarà informata sul grave stato di disagio in cui versa il mondo del lavoro pubblico e sulle ragioni di una massa di tre milioni e mezzo di lavoratori pubblici che, con le loro famiglie stanno pagando due volte il prezzo della crisi economica: come dipedenti pubblici e come cittadini che pagano le tasse ed i servizi.</p>
<p style="text-align: justify;">Nei prossimi giorni saranno diramate le modalità di raccolta e fornite le indicazioni di dettaglio.</p>
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		<title>Il Rapporto Italia dell&#8217;Eurispes si misura con la crisi</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 11:03:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Domenico Niglio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie dal territorio]]></category>

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		<description><![CDATA[Con un linguaggio chiaro e diretto al limite della brutalità, l’Eurispes richiama i diversi soggetti sociali, alle proprie responsabilità. Il 24° Rapporto Italia dell’Eurispes è costretto a misurarsi, quest’anno, con la profonda crisi che attraversa il Paese e mette in discussione le certezze e i risultati raggiunti dalla società italiana nel corso degli ultimi decenni. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.infouil.it/wp-content/uploads/2012/01/Rapporto-Italia-2012.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3120" title="Rapporto Italia 2012" src="http://www.infouil.it/wp-content/uploads/2012/01/Rapporto-Italia-2012-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Con un linguaggio chiaro e diretto al limite della brutalità, l’Eurispes richiama i diversi soggetti sociali, alle proprie responsabilità. Il 24° Rapporto Italia dell’Eurispes è costretto a misurarsi, quest’anno, con la profonda crisi che attraversa il Paese e mette in discussione le certezze e i risultati raggiunti dalla società italiana nel corso degli ultimi decenni.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Paese – secondo il Presidente dell’Eurispes Gian Maria Fara – vive un generale senso di depressione che attraversa tutte le classi sociali: i poveri perché vedono allontanarsi la possibilità di migliorare la loro situazione economica; i ceti medi perché hanno paura di una progressiva proletarizzazione; i ricchi perché si sentono criminalizzati e hanno persino timore di mostrare il proprio status.<span id="more-3119"></span></p>
<p style="text-align: justify;">La responsabilità dell’attuale situazione che viene attribuita impropriamente e per intero alla classe politica appartiene invece – secondo Fara – a quella che definisce “la classe dirigente generale” della quale fanno parte tutti coloro che esercitano ruoli e funzioni direttivi all’interno della società: imprenditori, elites culturali; manager pubblici e privati; sindacalisti; i grandi commis dello Stato; magistrati; professori; uomini dell’informazione e della ricerca. Una “classe dirigente generale” che dovrebbe produrre buoni esempi e farsi carico delle esigenze e dei bisogni della collettività.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo Fara questa “classe dirigente generale” costituisce un blocco solidale e separato dal resto del Paese, articolato sul modello feudale, che non ha nessuna intenzione di rinunciare, neppure in piccola parte, ai privilegi conquistati.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma anche la società italiana – prosegue Fara – ha molto da farsi perdonare. Infatti mentre la “classe dirigente generale” con il suo spirito di conservazione e la sua autoreferenzialità tiene in ostaggio la società, questa si è adeguata diventandone complice in cambio della tolleranza e della comprensione dei propri istinti egoistici e familisti che deresponsabilizzano e assicurano nicchie di impunità e di esercizio di piccolo potere.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, secondo Fara – la società è vittima e complice, nello stesso tempo, della sua classe dirigente generale. Basti pensare – continua Fara – al fatto che in Italia esistono tre PIL: uno ufficiale (1.540 Mld); uno sommerso (equivalente al 35 % di quello ufficiale (540 Mld); uno criminale frutto dei proventi delle attività illegali che supera i 200 Mld. Nel Paese circola più ricchezza di quanto non raccontino le statistiche ufficiali e questo spiega anche la capacità dimostrata dal sistema nel suo complesso di reggere di fronte ad una crisi devastante e &#8211; prosegue Fara – anche la durezza con la quale siamo trattati dai nostri partners europei, Germania in testa “.</p>
<p style="text-align: justify;">Per l’Eurispes l’evasione fiscale ed il sommerso sono certamente opera dei grandi evasori, ma anche della connivenza quotidiana di milioni di italiani che producono o alimentano essi stessi il sommerso.</p>
<p style="text-align: justify;">Per uscire dalla crisi, secondo l’Eurispes, occorre una generale presa di coscienza e la rottura di quel patto di complicità che blocca la società italiana. Ma, soprattutto, la riscoperta dei doveri e delle responsabilità di ciascuno superando l’egoismo e la difesa corporativa degli interessi. Nello stesso tempo – per l’Eurispes &#8211; la politica deve ricostituirsi come “grande agenzia di senso e di orientamento” e attrezzarsi per ricostruire il rapporto interrotto con la società ma anche per rispondere all’onda qualunquista dell’antipolitica che mette in discussione le stesse istituzioni democratiche a cominciare dal Parlamento. La difesa dell’istituto parlamentare come architrave del nostro sistema democratico dovrebbe stare a cuore di ogni cittadino a meno che non si preferisca affidarsi “all’amministratore unico”.</p>
<p style="text-align: justify;">Nello stesso tempo la politica deve mandare ai cittadini segnali chiari e rispondere con le necessarie riforme e tra queste quella elettorale ripristinando, ad esempio, la possibilità per gli elettori di poter scegliere i propri rappresentanti.</p>
<p>Sui temi del lavoro e dell’occupazione, vera emergenza nazionale, l’Eurispes sollecita le parti sociali ad un confronto serio e senza preclusioni, ricordando che la realtà non può essere piegata alle regole, ma sono queste che devono adeguarsi alle mutate condizioni economiche e sociali e ricorda che lo Statuto dei lavoratori, è stato varato nel 1970 e che in questi quarant’anni la realtà è completamente mutata.</p>
<p style="text-align: justify;">Per l’Eurispes, la discussione intorno all’art. 18 non è determinante per la ripresa dell’economia. Il vero tema da affrontare è quello della produttività e delle ristrutturazioni. Nello stesso tempo – secondo Fara – occorre riscoprire il valore della programmazione e della progettazione. Il Paese deve finalmente darsi un progetto e mettere a frutto le proprie risorse e le proprie capacità per riuscire a trasformare l’enorme potenza di cui dispone in energia. In questo senso l’Italia deve difendere e valorizzare i propri asset e, Fara, cita il caso dell’italian sounding, la falsificazione internazionale dei nostri prodotti agro alimentari che frutta ai falsificatori 60 Mld di € l’anno. Così come deve essere lungimirante nel gestire la presenza di milioni di immigrati che producono ormai una quota consistente del nostro PIL; mantengono aperti i canali di collegamento e di dialogo con i loro paesi di origine; contribuiscono a colmare il nostro deficit demografico.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine, l’Eurispes lancia un forte segnale d’allarme sulla difficile situazione dei ceti medi e sul progressivo impoverimento delle famiglie italiane che mettono in discussione la tenuta stessa del sistema. Nello stesso tempo mette pone l’accento sul pericolo della riapertura di una nuova stagione dei conflitti ispirati, questa volta, dagli interessi particolari e corporativi ed auspica il rapido ritorno di una “buona politica che sappia assicurare al Paese il futuro che merita.</p>
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		<title>Dilemma sulle regole e sul mondo del lavoro</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 14:55:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Domenico Niglio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politiche Sindacali]]></category>

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		<description><![CDATA[di Gerardo Romano Se il mondo cambia devono cambiare le regole o le regole devono cambiare il mondo? Sarà questo il dibattito di questi giorni? Si chiede al mondo del lavoro di adeguare le proprie regole, cambiare per omogeneizzarle a quelle Europee, perché si adeguino ad un sistema della produzione che chiede flessibilità ed efficienza. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>di Gerardo Romano</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.infouil.it/wp-content/uploads/2012/01/Europa-lavoro.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3112" title="Europa lavoro" src="http://www.infouil.it/wp-content/uploads/2012/01/Europa-lavoro.jpg" alt="" width="246" height="205" /></a>Se il mondo cambia devono cambiare le regole o le regole devono cambiare il mondo?</p>
<p style="text-align: justify;">Sarà questo il dibattito di questi giorni?</p>
<p style="text-align: justify;">Si chiede al mondo del lavoro di adeguare le proprie regole, cambiare per omogeneizzarle a quelle Europee, perché si adeguino ad un sistema della produzione che chiede flessibilità ed efficienza. Ragioni plausibili. Ma ci chiediamo se l’Europa dei mercati abbia davvero conoscenza di come vivono i cittadini europei.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ vero che i tedeschi  con le regole che ci propongono vivono abbastanza bene, ma noi non siamo tedeschi. Siamo quelli dei forconi, dei vespri siciliani, della Trinacria indipendente, un paese sottratto dalle mafie al controllo statuale dove è un problema che si chieda il preventivo della prestazione richiesta, dove le attività per lo più si ereditano.<span id="more-3111"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Il problema non è quello di difendere l’esistente, bisogna saper essere protagonisti del cambiamento. Per questo sappiamo che dare certezza circa l’applicazione dei contratti, garantire l’ultrattività anche in caso di carenza di rinnovo, stabilire procedure certificate per i rinnovi contrattuali sono esigenze ineludibili.</p>
<p style="text-align: justify;">L’omogeneità delle regole per tutti i lavoratori, dalla cassa integrazione alla malattia, dalle ferie al periodo di prova. Pochi contratti nazionali e certezza della loro applicazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma poi è uno scandalo porci il problema che sarebbe più opportuno mirare a un contratto europeo: se il contratto era nazionale in quanto in quell’ambito vi era libera circolazione oggi dobbiamo riferirlo ai confini dell’unione Europea. Certo è necessario adeguare le istituzioni, rivedere i luoghi del confronto, riorganizzare la rappresentanza dei lavoratori.</p>
<p style="text-align: justify;">Se non si fa questo saremo proiettati al passato e non al futuro, tradiremmo la nostra vocazione riformista risultando nei fatti una forza di conservazione.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Elezioni RSU, un appuntamento da non perdere</title>
		<link>http://www.infouil.it/2012/01/24/elezioni-rsu-un-appuntamento-da-non-perdere/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 14:18:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Domenico Niglio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Enti Pubblici]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel comparto pubblico si sono attivate le procedure per il rinnovo delle RSU. Un rinnovo che cade in un periodo delicato della vita del Paese ma ancora più drammatico nel contesto del lavoro pubblico. Tutti i lavoratori degli enti pubblici non economici sono chiamati a rinnovare le proprie rappresentanze unitarie. Una occasione di partecipazione, una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.infouil.it/wp-content/uploads/2012/01/RSU_UILPA.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3108" title="RSU_UILPA" src="http://www.infouil.it/wp-content/uploads/2012/01/RSU_UILPA.jpg" alt="" width="226" height="223" /></a>Nel comparto pubblico si sono attivate le procedure per il rinnovo delle RSU.<br />
Un rinnovo che cade in un periodo delicato della vita del Paese ma ancora più drammatico nel contesto del lavoro pubblico.<br />
Tutti i lavoratori degli enti pubblici non economici sono chiamati a rinnovare le proprie rappresentanze unitarie. Una occasione di partecipazione, una occasione per dar forza alla UILPA e voce ai nostri delegati.<br />
La nostra struttura è a disposizione di tutti i GAU e di tutti i lavoratori.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;Europa affonda in una &#8220;guerra&#8221; senza missili</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 10:02:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Domenico Niglio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie dal territorio]]></category>

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		<description><![CDATA[di Gianni Di Noia Cari amici, eccomi qui, torno a scrivere dopo un po&#8217; di silenzio, non perché non ci fosse nulla da raccontare ma perché ciò che in queste settimane è successo sarebbe stato difficile da spiegare con quel taglio di leggerezza e di ironia che ho cercato in passato di utilizzare per rendere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>di Gianni Di Noia</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.infouil.it/wp-content/uploads/2012/01/Concordia.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3089" title="Concordia" src="http://www.infouil.it/wp-content/uploads/2012/01/Concordia.jpg" alt="" width="260" height="194" /></a>Cari amici, eccomi qui, torno a scrivere dopo un po&#8217; di silenzio, non perché non ci fosse nulla da raccontare ma perché ciò che in queste settimane è successo sarebbe stato difficile da spiegare con quel taglio di leggerezza e di ironia che ho cercato in passato di utilizzare per rendere comprensibile ciò che comprensibile non era.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma gli avvenimenti di questi giorni sono troppo importanti per essere tralasciati.</p>
<p style="text-align: justify;">Se fossi uno scrittore di romanzi thriller potrei raccontarvi del sogno di un&#8217;Europa unita nato settant&#8217;anni fa tra le tranquille stradine di un isolotto del Mediterraneo da un gruppo di uomini al confino nell&#8217;isola di Ventotene.<span id="more-3088"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Sogno morto venerdì 13 gennaio davanti alle tranquille ma gelide acque di un&#8217;altra isola italiana, certificato dall&#8217;affondamento di una nave che nel nome ricorda quell&#8217;unità europea rimasta solo sulla carta e che nella struttura portava il nome dei paesi che quel sogno europeo dovevano costruire.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;isola è l&#8217;isola del Giglio, la nave si chiamava Concordia e nella sua imponenza aveva 13 ponti che portavano i nomi di 13 paesi appartenenti a quell&#8217;unione europea che sta veramente affondando nella realtà (vedi pag. 170 e 171 del catalogo Costa Crociere 2012: (<a href="http://www.costacruisesasia.com/b2c/PAO/ebrochure2012/index.html#/171/zoomed">http://www.costacruisesasia.com/b2c/PAO/ebrochure2012/index.html#/171/zoomed </a>).</p>
<p style="text-align: justify;">E ancora altri collegamenti e simbolismi da far accapponare la pelle potrebbero essere osservati e raccontati.</p>
<p style="text-align: justify;">Purtroppo non è un romanzo di Dan Brown, ma è dura realtà, perché sono morte delle persone, ma specialmente perché nelle stesse ore altri avvenimenti sono accaduti che potrebbero avere effetti più drammatici.</p>
<p style="text-align: justify;">E certi collegamenti non è detto siano casuali.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;agenzia di rating Standard &amp; Poor&#8217;s come aveva preannunciato già un mese fa, ha abbassato il rating di diversi paesi europei tra cui l&#8217;Italia portando il giudizio di affidabilità del nostro paese al livello BBB+. Cosa significa? Sarebbe lungo da spiegare tecnicamente, in pratica significa che al prossimo giudizio negativo sul paese con relativo  abbassamento di rating, i nostri titoli di stato verranno considerati strumenti di investimento con grado di rischio medio alto.</p>
<p style="text-align: justify;">Con quale effetti reali nella nostra vita quotidiana? Diversi, ad esempio i fondi di investimento, i fondi pensione, i fondi assicurativi potrebbero essere costretti a vendere tutti i titoli di stato italiani in portafoglio, con conseguenti crolli del valore dei titoli; i privati risparmiatori che in banca hanno dichiarato di avere un profilo di rischio basso si vedrebbero impedito l&#8217;acquisto di titoli di stato italiani.</p>
<p style="text-align: justify;">Una situazione del genere moltiplicata per tutti quei paesi che avranno i rating abbassati, renderebbe inutili le manovre finanziarie fin qui realizzate da tutti i paesi europei coinvolti, costringerebbe i governi a realizzarne altre ancora più pesanti e costringerebbe la Banca Centrale Europea ad emettere i famosi Eurobond per finanziare il debito pubblico italiano e degli altri paesi in crisi, cosa che sarebbe probabilmente possibile solo se si arrivasse all&#8217;Unione Europea non solo monetaria ma anche politica, in pratica niente più ministro delle finanze italiano, francese, portoghese, ma ministro delle finanze europeo, completando quel trasferimento di sovranità da parte che avevamo già preannunciato.</p>
<p style="text-align: justify;">E se non si riuscisse a completare l&#8217;opera il rischio di un disfacimento dell&#8217;Unione Europea diventerebbe realtà col ritorno alle monete locali&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Ma l&#8217;Italia sta così messa male? NO! E allora come spiegare la mossa di Standard &amp; Poor&#8217;s? Vogliamo definirlo un atto di guerra? Una guerra mondiale iniziata cinque anni fa, una guerra combattuta senza missili e bombardieri ma utilizzando strumenti finanziari come armi. Una guerra che cambierà gli assetti delle nazioni come sempre succede<br />
quando le guerre finiscono.</p>
<p style="text-align: justify;">Dico una guerra perché durante una guerra si sospende la democrazia affidando le decisioni ai generali, e qui in Italia qualcosa di simile è accaduto, c&#8217;è un governo tecnico invece dei generali, ma nella sostanza&#8230; Dico che è una guerra perché la sequenza di mosse e contromosse di governi europei ed agenzie di rating non consente più di parlare di coincidenze, ma di prove. Perché è difficile immaginare indipendente un&#8217;agenzia di rating che considera il nostro debito pubblico un problema grave e quello del suo paese che ad agosto sembrava in default un problema insignificante (Stati Uniti?).</p>
<p style="text-align: justify;">E il silenzio della Cina? E&#8230; Ma che razza di guerra è? Non sembra una guerra classica con due parti in conflitto una contro l&#8217;altra, per spiegarla vi faccio un esempio che credo sia più efficace: avete mai giocato a Risiko? Quante sono le<br />
parti in conflitto? Più di due! E chi vince la partita a Risiko? Chi conquista più continenti? No! Vince chi raggiunge il suo obiettivo nascosto!</p>
<p style="text-align: justify;">E allora provate a mettere in campo i diversi protagonisti (Stati Uniti, Cina, Russia, singoli paesi europei, Unione Europea, ecc.), provate ad immaginare i diversi obiettivi che ciascun giocatore potrebbe avere, e forse la matassa inizia a sbrogliarsi.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto questo può risultare difficile da capire, difficile da accettare. Qualcuno si sarà pure stufato di leggere solo brutte notizie, qualcun&#8217;altro penserà che sia diventato matto. Chi mi conosce sa quanta cautela ho avuto in questi anni nell&#8217;immaginare certi scenari, purtroppo molte delle valutazioni fatte si sono avverate, e mi dispiace vedere come in molti pur apprezzando lo sforzo di studio e di comprensione della crisi, continuano ad attuare scelte concrete che non tengono in nessuna considerazione i ragionamenti proposti, scelte che spesso hanno avuto un costo economico importante.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora siamo giunti alla battaglia finale, all&#8217;attacco di Standard &amp; Poor&#8217;s ai rating dei paesi europei ed al fondo salva stati europeo, vedremo come risponderà l&#8217;Unione Europea (a fine mese è già previsto il Consiglio Europeo). O sarà risposta forte (Stati Uniti d&#8217;Europa o qualcosa di simile) o non sarà più Unione Europea.</p>
<p style="text-align: justify;">In ogni caso ci saranno delle contromosse delle agenzie di rating e degli altri partecipanti a questo gigantesco Risiko reale. Non parliamo di anni, parliamo di giorni, settimane.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra pochi mesi avremo comunque una realtà diversa, per noi potrebbe essere Europa veramente unita (ma quale forma di Europa?) oppure potrebbe essere la fine dell&#8217;Europa con tutta una serie di avvenimenti che comunque vada incideranno nella vita di tutti noi.</p>
<p style="text-align: justify;">Sapremo molto presto se l&#8217;affondamento della Costa Concordia è stato il segnale dell&#8217;inizio della battaglia finale o il<br />
segno premonitore della fine di un Europa nata male. Tutto questo solo perché chi ha modo, voglia e possibilità di<br />
comprendere la realtà della situazione possa trasformare con o senza il mio aiuto queste considerazioni in scelte concrete operative a protezione dei propri risparmi, dei propri beni, dei propri averi.</p>
<p style="text-align: justify;">Se invece qualcuno ci vede un po&#8217; di follia, ma ha continuato a leggermi fino alla fine, vorrà dire che nella peggiore delle ipotesi un futuro da scrittore di romanzi potrei sempre averlo. A presto</p>
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