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Delaware Bridge, Philadelphia, Pennsylvania, USA, 1926 © E.O. Hoppé Estate Collection / Curatorial Assistance

Delaware Bridge, Philadelphia, Pennsylvania, USA, 1926
© E.O. Hoppé Estate Collection / Curatorial Assistance

La storia del fotografo tedesco naturalizzato inglese Emil Otto Hoppé (1878-1972) è così intrigante che meriterebbe l’attenzione di uno Scorsese, sempre attento a frugare nel passato di grandi personaggi dimenticati.

Figlio di banchieri, destinato ad una brillante carriera nella finanza, lascia tutto per seguire la sua passione.

Viaggiatore instancabile, pubblica almeno venti volumi di scatti, in seguito venduti all’archivio fotografico londinese.

Qui una catalogazione basata su criteri di argomento rischia di consegnarlo per sempre all’oblio.

Rotary Kilns Under Construction in the Boiler Shop, Vickers-Armstrongs Steel Foundry, Tyneside, England, 1928 © E.O. Hoppé Estate Collection / Curatorial Assistance

Rotary Kilns Under Construction in the Boiler Shop, Vickers-Armstrongs Steel Foundry, Tyneside, England, 1928
© E.O. Hoppé Estate Collection / Curatorial Assistance

Occorrevano la competenza e la caparbietà di Graham Howe per indagare un materiale immenso, catalogandolo con pazienza certosina.

Un lavoro di recupero che ricorda le grandi imprese archeologiche del passato, grazie al quale possiamo ora ricostruire per intero la figura di questo eccentrico artista.

Una mostra al Mast di Bologna dal titolo Emil Otto Hoppé: il segreto svelato, a cura di Urs Stahel, presenta circa 200 scatti inediti incentrati sul tema industriale, realizzati fra il 1912 e il 1937.

Si tratta di un’epoca durante la quale il mondo muta radicalmente.

Hoppé viaggia attraverso l’Europa, gli Stati Uniti, l’India, l’Australia e la Nuova Zelanda, documentando l’avvento di

strutture smisurate e di imprese epiche impensabili fino a poco tempo prima, cercando la bellezza nella fabbrica.

Construction of the ‚ÄòGraf Zeppelin‚Äô, Zeppelin Werke, Friedrichshafen, Germany, 1928 © E.O. Hoppé Estate Collection / Curatorial Assistance

Construction of the ‘Graf Zeppelin’, Zeppelin Werke, Friedrichshafen, Germany, 1928
© E.O. Hoppé Estate Collection / Curatorial Assistance

Lui che aveva ritratto i personaggi più in vista dell’epoca, da George Bernard Shaw a T.S. Eliot, da Albert Einstein a Giorgio V, entra nei grandi stabilimenti industriali per immortalare i volti degli operai, sui quali pare imprimersi il mutamento incessante del tempo.

Hoppé registra con grande acume l’avvento di una nuova era, destinata a cambiare per sempre la natura del lavoro e dei meccanismi produttivi.

Riccardo Cenci

 

Emil Otto Hoppé: il segreto svelato

Mast – Bologna

Dal 21 gennaio 2014 al 3 maggio 2015

Orari: da martedì a domenica 10-19

www.mast.orgù

Out of Work, New York City, USA, 1921 E.O. Hoppé Estate Collection / Curatorial Assistance © E.O. Hoppé Estate Collection / Curatorial Assistance

Out of Work, New York City, USA, 1921
E.O. Hoppé Estate Collection / Curatorial Assistance
© E.O. Hoppé Estate Collection / Curatorial Assistance

 

Outside Stock Exchange, London, 1937 © E.O. Hoppé Estate Collection / Curatorial Assistance

Outside Stock Exchange, London, 1937
© E.O. Hoppé Estate Collection / Curatorial Assistance


Articolo inserito in Cultura e Spettacolo


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