Infouil

di Gianni Di Noia

Pil GiapponeIl dato sul Pil giapponese potrebbe sembrare uno dei tanti che ogni giorno vengono annunciati in questo periodo di crisi che va avanti dal 2007.

E’ invece un dato importante perché giunto dopo 18 mesi di stimoli monetari messi in atto dalla Bank of Japan, la cosidetta “Abenomics”: senza contare gli interventi precedenti, dall’aprile 2013 la BoJ sta immettendo sul mercato liquidità per 50 mld di dollari al mese, e col dato sul Pil si spiega probabilmente la notizia dell’incremento degli stimoli fino ad 85 mld di dollari al mese annunciato pochi giorni fa.

 Negli ultimi 18 mesi la BoJ ha iniettato sul mercato più di 900 mld di dollari, la borsa giapponese è cresciuta del 39%, il tasso del titolo di stato decennale giapponese è passato dallo 0,55% allo 0,90% per poi ridiscendere allo 0,50% attuale, mentre lo Yen ha perso il 16%. Gli effetti sull’economia sono contrastanti per via di un Pil che seppur in calo, lascia al paese un tasso di disoccupazione che è al 4,1%.

Una situazione che ha certamente favorito i mercati finanziari e che non pare aver portato grossi benefici all’economia reale. Una situazione da monitorare perché queste politiche monetarie sono state attuate già da tempo dagli Stati Uniti e vengono invocate a gran voce come soluzione alla stagnazione economica europea. La domanda attuale è la seguente: è sostenibile questa politica di stimoli monetari?

Difficile da dire, di fatto il debito pubblico giapponese è certamente salito dal già alto 220% rispetto al Pil, ed è sorretto solo dagli acquisti di titoli di stato da parte della stessa banca centrale. In una situazione normale gli investitori chiederebbero una remunerazione più alta da parte dello stato giapponese per finanziarlo, cosa che aumenterebbe la spesa per interessi e che sarebbe sostenibile solo se compensata da una maggiore crescita dell’economia. Con una ricaduta negativa per la spesa per i prodotti importati.

Oggi la banca centrale falsa un po’ la situazione, ma per quanto tempo ancora? Un esperimento che Stati Uniti ed Europa devono seguire con attenzione.


Articolo inserito in Notizie dal territorio


1 Risposta a “17 novembre, il Pil Giapponese a -1,6% su base annua”

  1. Nazzareno Brunozzi scrive:

    interessante da leggere: http://www.wallstreetitalia.com/article/1775969/l-esempio-del-giappone-strategist-il-qe-non-funziona-distrugge-l-economia.aspx
    Come scritto da Gianni ed anche qui: http://www.infouil.it/2014/10/13/germania-e-giappone-lasse-che-guidera-il-crollo/
    il crollo stà per arrivare, ma niente paura perché un’altra bella guerra è all’orizzonte e si sa che le guerre fanno ripartire le economie.
    Abbiamo l’imbarazzo della scelta: Ucraina, Siria, Libia, ma anche tra Israele e terrorismo oppure contro i marziani……….finché c’è guerra c’è speranza!
    Dimenticavo, i morti e le distruzioni, sono da considerare effetti collaterali.

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