nov
8
Il “totopremier” è arrivato alla sua fase determinante.
E noi vorremmo tanto proporre l’anziano titolare della “bottega” del centro storico che ha superato indenne guerre, crisi politiche, prime e seconde repubbliche, crisi finanziarie, P2, P3, P4, globalizzazione, crollo dei mercati e tutto il resto. Ed è ancora eroicamente aperto! Solo perchè si è saputo ben amministrare.
Ma ha un grosso handicap.. in banca non è mai entrato in vita sua, neanche ad aprire un conto corrente. Rapporto col mondo della finanza, zero. Dunque, è tagliato fuori.
Quindi restano solo due i nomi che si combattono il “testa a testa”: quelli di Giuliano Amato e Mario Monti che, neanche a farlo a posta, proprio venerdì scorso si sono avvicendati sul pulpito del Congresso “Le strategie del cambiamento” organizzato dall’Enpam.
Due personaggi carismatici e preparati, anche se assai differenti: più “politico” e coinvolgente l’ex premier socialista, più tecnico e “cattedratico” il Bocconiano, già commissario europeo.
Unica cosa che li accomuna, uno stretto rapporto di lavoro con il mondo dell’alta finanza: dal febbraio del 2010, infatti, Giuliano Amato è il “senior advisor” per l’Italia di Deutsche Bank, mentre dal lontano 2005 (non appena ultimato il presigioso incarico europeo), Mario Monti è International Advisor per Goldman Sachs, una delle più grandi e affermate banche d’affari del mondo.
Insomma, alla faccia del “conflitto di interessi” tra Politica e Alta Finanza.
E per fortuna che l’altro Mario, Draghi anch’egli della famiglia “Goldman Sachs”, sia stato già “sistemato” altrove… altrimenti sarebbe stato lui il terzo incomodo!
D.N.

Caro professor Mario Monti,
scrivo questa lettera come un bambino scriverebbe al suo supereroe
preferito che viene a salvarlo da un pericolo imminente. Si, perché
lei è arrivato all’improvviso come Batman rispondendo al segnale
d’allarme lanciato nella notte oscura dal sindaco di Gotham City, il
presidente Napolitano. E’ venuto dal cielo a liberarci dal famigerato
ed oramai ridicolo Jolly Joker, quel presidente del consiglio che
oramai ne aveva fatte di tutti i colori (e già questo giustifica
l’onoreficenza di senatore a vita) e magari riesce a liberarci anche
di un certo ministro del Tesoro, che con i suoi atteggiamenti un po’
doppia faccia, sembrava una volta serio e subito dopo viziato e
capriccioso come quei bambinetti che volevano dettare le regole del
gioco solo perché portavano il loro pallone. Anche se il Tesoro che
gestiva era il nostro e non il suo.
Solo per questo, caro professore, meriterebbe un monumento, eppure c’è
un grande timore che tutti noi viviamo, perché questa crisi fa paura
ma se nessun partito ha il coraggio di metterci la faccia ed assumersi
la responsabilità politica di guidarci verso lidi più sicuri ben venga
il suo arrivo.
C’è però una paura che neanche il suo arrivo può fugare. Abbiamo tutti
un pò l’idea che con la scusa della crisi, quelle decisioni urgenti ed
improrogabili richiamate dal presidente Napolitano vengano fatte
pagare solo a noi poveri cittadini, che troppe volte siamo finiti
cornuti e mazziati.
Caro professor Monti, le dirò la verità, lei non è il mio supereroe
preferito. Ci dicono che lei è un tecnico, un uomo di esperienza, che
capisce di economia e finanza, ci dicono che è un uomo serio, dallo
stile di vita impeccabile, che non è corrotto dai vizi e dagli agi che
il benessere economico può portare a tentazione. E questo è bene. Ci
dicono che non è un politico, infatti non ha un partito, ma uno che ha
fatto il presidente della Commissione Europea, che ha lavorato per la
costruzione dell’Europa unita, che si è occupato quindi del futuro
delle nostre vite, forse un po’ politico lo è. Sappiamo che frequenta
quelle riunioni di politici, imprenditori, banchieri, giornalisti, che
ogni tanto fate a porte chiuse (riunioni pubbliche perché lo sanno
tutti quando vi vedete, segrete perché non si sa mai cosa vi dite),
riunioni in cui immagino parliate di cosa succede e forse di cosa deve
succedere nel mondo, e siccome in questo mondo ci siamo anche noi
comuni mortali, forse un po’ politico lo è anche lei.
Di certo però lei è uno che sa molto bene come vanno le cose, e quindi
saprà bene che l’Italia potrebbe andare molto meglio se si rompessero
tutti i privilegi di casta non solo dei politici, ma anche degli
imprenditori, dei banchieri, dei professionisti, ecc. Sa bene che
l’Italia potrebbe andare molto meglio se si desse più spazio a quel
patrimonio di cultura, di conoscenza, di valori che tante brave
persone hanno, se solo ci fosse meno burocrazia, poche regole semplici
da capire e da rispettare, colpendo con certezza e fermezza chi non le
rispetta.
Lei conosce bene l’Europa e le sue regole, e quindi sa bene (anche se
molte persone non lo sanno) che noi stiamo trasferendo la nostra
sovranità popolare all’Unione Europea, ma sa anche che questa Europa è
nata male e cresciuta peggio, è una Europa che non è solidale che
chiede a noi il pareggio di bilancio nel 2013 ed ai francesi che hanno
un deficit maggiore ed un debito non tanto più piccolo il pareggio nel
2016, dove alcuni cercano di contare più degli altri senza neanche
averne titoli e meriti (vedi la Francia), è un Europa che ha spinto
tanti paesi (tipo la Grecia) ad indebitarsi esageratamente prestando
soldi in maniera scriteriata a bassi tassi senza preoccuparsi se chi
li riceveva li usava bene o male, è un’Europa nata sull’unità
monetaria senza l’unità politica e di popolo, è un’Europa che non ha
ricette valide per superare la crisi, un’Europa regolamentata da un
Trattato di Lisbona che non è democratico, che praticamente non è
stato letto da nessuno, che dà troppi poteri a pochi, e pochi poteri
al popolo, che dà troppi poteri ad una Banca Centrale che di fatto è
istituzione privata che manda raccomandazioni non pubbliche (quindi
segrete) agli stati ma non può essere influenzata da nessuna
istituzione politica pubblica (cosa che conferma il suo status di
istituzione privata).
Lei sa molto bene, per le sue frequentazioni, che tutto ciò che dicono
vada fatto per fare uscire il paese dalla crisi è già stato scritto e
deciso in altre sedi già da mesi, e quindi mi domando: serviva un
“tecnico” della sua levatura per eseguire un compitino già scritto da
altri (magari con la sua partecipazione) in altre sedi? Ci sarebbero
altre domande a cui dare risposta, ma è inutile parlarne adesso,
vedremo presto ora che è entrato in campo, che maglia vorrà indossare,
capiremo subito se vestirà la maglia di rappresentante del popolo e se
lavorerà veramente per il bene comune oppure come molti dicono se
completerà l’opera di trasferimento della sovranità popolare a
vantaggio di quei poteri forti che tengono i cordoni della finanza e
quindi del potere vero. Lo capiremo specialmente se avrà la forza e il
coraggio di chiedere di cambiare le regole del gioco non tanto qui in
Italia (esercizio oramai inutile vista la nostra partecipazione
all’Unione Europea) ma specialmente a Bruxelles ed a Francoforte, per
cambiare i trattati europei esistenti prima che l’Europa imploda su se
stessa, schiacciata da una struttura assurda che non può reggere
ancora a lungo. Lo sviluppo imminente della crisi che colpirà la
Francia che non potrà più nascondere le sue magagne dietro alle
risatine del caro Sarkozy (ride bene chi ride ultimo) e che potrebbe
colpire anche la Germania, potrebbe spingere tutti a rivedere i piani,
potrebbe essere l’occasione in cui tutti si potrebbero mettere seduti
attorno al tavolo a costruire l’Unione Europea vera azzerando tutti i
giochi di potere e lavorando veramente per il bene comune, potrebbe
tra l’altro farlo legittimato anche dal ruolo di guida di un paese
importante quale è il nostro.
Se così fosse altro che senatore a vita, avrebbe la stima e la fiducia
del paese a vita. Se invece così non sarà io personalmente tornerò a
sognare il mio supereroe, Tex Willer, l’incorruttibile, l’invincibile,
l’uomo bianco amico degli indiani (perché se la realtà è questa meglio
rifugiarsi nella fantasia), ma si ricordi caro professore che come
cantava Rita Pavone “il popolo affamato fa la rivoluzion…”, senza
sconti neanche per gli ultimi arrivati.
Cordiali saluti
Gianni