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Per chi mi segue da quando ho iniziato a scrivere di economia, non sarà difficile ricordare che cosa scrissi nell’articolo http://www.infouil.it/2010/05/26/come-uscire-dalla-crisi-la-moneta-e-debito/.
Per capire questa affermazione bisogna capire le caratteristiche dello strumento chiamato “moneta”.
La “moneta” ha due caratteristiche intrinseche: circolazione e valore.
La moneta è uno strumento che favorisce la circolazione di beni e servizi, per questo fine la moneta stessa deve circolare. Se in un determinato ambiente economico vi fosse un eccesso di moneta e la parte in eccedenza fosse conservata in una cassaforte, al fine della circolazione l’utilità di quella moneta sarebbe pari a zero.
Per poter esercitare al meglio la proprietà di circolazione, la moneta deve essere uno strumento utile a misurare una proprietà di tutti gli oggetti, quella proprietà che chiamiamo “valore”.
Con la moneta noi affermiamo o stimiamo il valore di ogni oggetto o servizio.
Ebbene, oggi ci troviamo di fronte alla situazione che ambedue le caratteristiche intrinseche dello strumento chiamato moneta, circolazione e valore, sono venute meno.
La circolazione della moneta è fondamentale per lo sviluppo dei commerci, ma negli ultimi decenni le banche (sia nazionali che sovrannazionali) hanno creato “moneta” fittizia, cioè elettronica, creata solo con operazioni di computer, moneta che nella realtà non esiste. Negli ultimi anni in particolare, con la creazione di derivati, OTC, SWAP ed altre amenità del genere, hanno creato denaro dal nulla per 700.000 miliardi di dollari contro un PIL di tutto il MONDO che non supera i 55.000 miliardi di dollari.
Il fatto devastante è che questa moneta, semplicemente non esiste. Tutti sanno che una cosa che non esiste non può materialmente circolare , quindi è come se venisse tenuta in una “cassaforte che chiameremo elaborazioni software” impossibilitata a circolare, ma che invece crea debito, sotto forma di interessi passivi che i cittadini sono tenuti a pagare.
Ma come può una moneta inesistente creare un debito vero?
La complicità dei politici prima e la loro inadeguatezza poi, hanno portato alla incredibile situazione in cui non è più la politica a dettare le regole e gli oligarchi ad eseguirle, ma esattamente il contrario: gli oligarchi chiedono le regole, o meglio le “deregulation” ( lo scrivo in inglese tanto per ricordare che la prima colpa fu della “lady di ferro”) ed i politici acconsentono.
Per quanto riguarda la caratteristica che chiamiamo valore, anche essa è venuta meno perché il valore dato ad alcuni beni, prodotti o servizi non è più legato ad una stima veritiera di quel bene, prodotto o servizio, ma bensì viene modificato, alterato dal mercato per meri fini speculativi, quindi senza più la necessaria oggettività.
Ci troviamo quindi di fronte a scenari nuovi, anche perché globalizzati, infatti rimanendo le cose come sono ora, noi non abbiamo nessuna possibilità di intervenire contro la speculazione che sta devastando l’economia della nostra nazione, che seppure con fondamentali buoni, nulla può contro gli attacchi che gli vengono portati contro.
Già in passato l’Italia finì sotto la mira della speculazione, ma in quel periodo avevamo la lira che venne svalutata e con quell’operazione divenimmo nuovamente concorrenziali sui mercati e nello stesso tempo pagammo interessi svalutati a chi ci aveva danneggiato.
Unica consolazione è che la nostra migliore alleata è proprio la impossibilità di reagire, infatti se va a picco l’economia Italiana, si trascinerà dietro quella di altre importanti nazioni che a loro volta ne porteranno altre fino all’implosione di tutto il sistema.
Per questo motivo incomincio a capire perché tanto accanimento contro il nostro Governo (espressione di partiti politici che non ho mai votato e che sono ben lontani da come io vedo le cose) da parte di quel mondo economico-finanziario internazionale che se non ricordo male prima lo ha appoggiato.
Il non portare avanti tutte le richieste della BCE (che voglio ricordare a chi lo dimentica troppo spesso, non è una banca centrale europea in mano alle nazioni, bensì una banca privata) provoca preoccupazione perché in qualche modo viene captato un segnale di contrarietà ai diktat che vorrebbero imporci.
Infatti non deve essere un governatore uscente ed un nuovo governatore di una banca, seppure europea, a dire ai governi quello che devono fare ed inoltre a dettare anche i tempi entro quando farlo: questo è compito della politica.
Quale più chiaro segnale che la finanza ha preso il sopravvento sulla politica?
Io spero che un Berlusconi od un Papandreu qualsiasi siano il granello che faccia saltare l’ingranaggio della finanza globalizzata che ci sta stritolando.
L’invito che oggi porgo a tutti coloro che hanno avuto la pazienza di leggere queste righe è quello di ragionare sempre con la propria testa, non delegate ad altri la decisione di quello che è meglio per Voi.
Nazzareno Brunozzi

Finanza 1 – Politica 0
In Grecia è stato nominato premier Lucas Papademos. Un ex governatore della Banca Centrale greca ed ex vice presidente della Banca Centrale Europea prende il posto di un premier che ha avuto il torto di voler rendere partecipe il popolo del suo destino.
Il primo granello è saltato, il secondo sembra stia per saltare. In Italia un governo politico avrà il coraggio di prendersi la responsabilità di scelte dolorose per il paese? Dubito! A novembre 2010 (http://www.infouil.it/2010/11/29/crisi-irlandese-segnale-dallarme-per-litalia/) dicevamo: “Probabilmente in Europa le decisioni su come gestire la situazione Italia sono state già prese, sono sicuramente decisioni che saranno impopolari, bisogna solo vedere chi le presenterà in Italia. Qualsiasi governo democraticamente eletto perderebbe il consenso non appena i sacrifici venissero resi noti. Molto più facile provocare una crisi, chiamare tutte le parti alla responsabilità, prendere provvedimenti d’urgenza. Se non ci riusciranno i politici italiani ci penserà la speculazione internazionale. In quel caso bisogna fare attenzione perchè i titoli di stato italiani potrebbero subire forti oscillazioni di prezzo…” e ancora “La speculazione finanziaria di fatto sta costringendo ogni singolo stato a cedere gli ultimi spazi di potere autonomo.”
In Grecia hanno risolto mettendo a capo del governo un banchiere. In Italia Draghi è già sistemato, Profumo è sotto inchiesta, ma un tecnico che non deve rispondere agli elettori lo si trova di certo, (Mario Monti?). Come la vogliamo chiamare vigliaccheria politica? A pensarci bene il meno peggio poteva essere Fazio che fece carte false per mantenere l’italianità delle banche. Dopo tutto quello che è successo nel mondo della finanza mondiale, siamo sicuri che non avesse qualche briciolo di ragione?
PS Che tristezza dover affidare la difesa della politica al peggior esponente della non politica…
Aggiornamento dell’ultima ora.
Pare che l’arbitro abbia annullato il gol. E’ saltato nella notte l’accordo per la nomina del nuovo premier greco. Il punteggio quindi è ancora Finanza 0 – Politica 0. Mentre infuriano le polemiche a bordo campo, la partita si fa sempre più interessante.
non capendo niente di finanza stupidamente dico :se questo dedito gli stati come l’italia non lo pagassero come dicono crollerebbe il sistema ,questo sistema che non funziona facciamolo crollare, forse si potrebbe solo risorgere.azzeriamo il debito e mandiamo in fallimento le banche fatte di speculatori non gli stati fatti di persone semplici che lavorano.
Avevo iniziato a leggere ” il capitale” di karl Marx tantissimi anni fa…. Lo abbandonai perchè illeggibile , l’ ho ripreso in una forma semplificata realizzata da Carlo cafiero , adesso ho capito tante cose , anche se non sono mai stata di sinistra e mai lo saró …… i valori della vita e la salvaguardia della stessa dovrebbero essere assolutamente universali senza alcuna bandiera di partito …. Il profitto ha generato il capitalismo e di conseguenza si è generata una nuova specie di essere non umano ma inumano…..
Alla fine del primo tempo Finanza 1 – Politica 0 e calcio di rigore in favore della finanza. Nominato Papademos in Grecia e Mario Monti a scaldarsi a bordo campo pronto ad entrare. Se segna la finanza si registra una doppietta della Trilateral. Ma la partita non è ancora finita. Ci saranno altre sorprese prima della fine della partita?
Da WallStreetItalia.com: “Egan-Jones (la quarta agenzia di rating piu’ importante dopo le tre grandi S&P, Moody’s e Fitch) e’ stata la prima ad avvertire che il merito sul credito dello stato transalpino sta peggiorando e che per questo e’ stato sottoposto a revisione per un possibile declassamento. La Francia rischai seriamente di perdere la Tripla A. Lo spread tra i rendimenti dei bond decennali francesi e quelli tedeschi e’ cosi’ salito sopra i 165 punti.
I credit default swaps sulla Francia a 5 anni (ovvero il prezzo da pagare per assicurarsi cinque anni contro un default del debito francese) e’ salito di otto punti base a 204 punti, superando il record di chiusura di 202 stabilito il 22 settembre. L’indice del rischio del debito sovrano dell’Europa occidentale e’ salito per il quinto giorno di fila ai massimi di 345.”
Sembra che al caro Sarkozy si sia slogata la mandibola dalle risate… Ride bene chi ride ultimo…
http://www.infouil.it/2011/11/02/sarkozy-e-merkel-risate-finite/