lug
15
E’ stata presentata stamane, presso la Sala Conferenze di Palazzo Marini, l’ultima “fatica” targata Eurispes, dedicata alla “Prevenzione e Sicurezza tra crescita economica e qualità della vita”.
Il Rapporto di ricerca, elaborato dall’Eurispes su richiesta del Consiglio Nazionale degli Ingegneri è, come nella tradizione, un’analisi completa, ricca di dati e grafici, che offre un panorama piuttosto allarmante rispetto alle condizioni di sicurezza degli italiani.
Nel corso della presentazione, il Presidente Eurispes Gian Maria Fara ha evidenziato quanto sia importante la prevenzione. Senza questa, gli effetti rischiano di essere devastanti.
La gran parte degli edifici pubblici (scuole, uffici, caserme..), non sono a norma. Le abitazioni hanno gravi difetti strutturali. La sicurezza sul lavoro emerge solo quando avvengono “disastri” e tutte queste inefficienze creano un danno economico rilevante per il Paese.
Considerando che, esempio tanto banale quanto rilevante, a causa delle cattive condizioni delle strade, avvengono molti incidenti stradali. Qualora si eliminasse questa causa, semplicemente rifacendo il manto stradale e gli incidenti fossero ridotti del 10 per cento (cosa assolutamente possibile), gli italiani risparmierebbero una cifra di circa 2,8 miliardi di euro. Se a questi si aggiungesse un abbattimento del 10% degli incidenti sul lavoro (4,3 miliardi), praticamente un terzo della Manovra Finanziaria Straordinaria, in discussione in questi giorni, sarebbe stata coperta da questi non proibitivi interventi, raggiungendo così un doppio scopo: risparmio economico e salvaguardia della salute. Il ritorno alla centralità dell’individuo rispetto all’economia (visto come strumento per il soddisfacimento dell’uomo e non viceversa), è l’unico obiettivo da centrare, affinchè si dia il giusto peso alla sicurezza.
Il Presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, Giovanni Rolando, ha sottolineato come la sua categoria ricopra il ruolo di unico “baluardo” della sicurezza. L’ingegnere ha nelle sue peculiarità, proprio quella di lavorare per la sicurezza (sia essa edile, stradale, del lavoro o telematica), utilizzando progetti. Dunque, tutto torna al discorso della prevenzione, quale elemento fondamentale per un futuro più sicuro. La sicurezza va progettata, non improvvisata.
La volontà di creare una programmazione rispetto ai tassi di riduzione degli infortuni, è stata espressa dal Presidente dell’Inail, Francesco Lotito. Una esigenza che nasce dalla continua variazione delle cause di quegli infortuni sul lavoro. L’esigenza espressa da Lotito è quella di tradurre la “medicina legale” sviluppata in questi anni, in medicina del lavoro, proprio a vantaggio della prevenzione.
Ad oggi l’Inail ha gestito le proprie “pratiche”, al pari di una Compagnia Assicuratrice. Rileva il danno e cerca di liquidarlo nei tempi e nelle modalità adeguate. In argomento di prevenzione, ha promosso ricerche, anche se recentemente ha avviato anche un lavoro di analisi più ampia. Ora che le competenze di alcuni Enti “soppressi” dal Decreto 78/2010 finiranno all’Inail, si avrà un campo d’azione più ampio che, pur perdendo delle specifiche conoscenze, l’ente degli infortuni sul lavoro disporrà di un più ampio quadro di insieme e dunque avrà maggiore possibilità di programmare.
Il Segretario Confederale Uil, Antonio Foccillo, ha posto particolare attenzione sull’aspetto educativo della prevenzione, auspicando un intervento a sostegno della prevenzione, sin dalle scuole. Foccillo ha anche sottolineato lo scarso interesse posto rispetto a tale argomento dalla classe dirigente del Paese che relega a fatto locale, qualsiasi “morte bianca” o incidente grave sul lavoro. Dovrebbe essere vissuto, invece, come un fatto di rilevanza nazionale, che coinvolga tutti anche se non emotivamente coinvolti, in modo da creare una coscienza comune rispetto al problema della sicurezza.
La presentazione è stata chiusa da Silvano Moffa, presidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati. Moffa si è dichiarato “sorpreso” da alcuni dati presenti nel “rapporto”, condivide tutto quanto espresso dagli altri relatori (in particolare in materia di prevenzione) e sottolinea la propria sorpresa rispetto alla soppressione di alcuni Enti, in particolare dell’Ipsema, i cui bilanci sono in positivo, mentre in Parlamento giace una proposta di legge che avrebbe migliorato ulteriormente la possibilità di intervento dell’Ente che si occupava della sicurezza in mare.
Mare che potrebbe divenire, proprio per motivi di sicurezza, di minor costo delle “strutture” e di un “mercato” che sposta sempre i propri confini, il futuro del trasporto merci italiano.
Ma il problema, a questo punto, è anche e soprattutto politico. E le commissioni lavoro, ministeri, governanti e tutti quegli organismi che hanno potere decisionale, devono creare i percorsi affinchè si riesca a progettare concretamente interventi risolutivi.
A dipingerci il “quadro” delle criticità in materia di prevenzione, ci pensa, con la consueta precisione e imparzialità, l’Eurispes. Augurandoci che, come auspicato da Foccillo, tutta la classe dirigente italiana legga il rapporto e si comporti di conseguenza.
di Domenico Niglio
