lug
9
di Domenico Niglio
Le Casse hanno scelto: sarà Andrea Camporese, presidente dell’Inpgi, a guidare l’Adepp per i prossimi tre anni.
41 anni, padovano, già vicedirettore regionale Rai, Camporese è presidente della Cassa dei Giornalisti dal 2008 ed ha un passato professionale fatto anche di precariato e di una lunga militanza sindacale, argomenti che fanno ben sperare sulla sensibilità, in fase contrattuale, rispetto a tematiche di grande impatto.
Rinnovate anche le altre cariche del Direttivo. Vice Presidente Vicario è stato eletto Gian Pietro Malagnino, in rappresentanza dell’Enpam. Malagnino è l’espressione della Cassa che ha più iscritti e, soprattutto, ha avuto un ruolo molto importante di “sartoria politica”, nel corso dell’ultimo rinnovo contrattuale.
L’altra vice presidenza, ha visto una riconferma rispetto al precedente mandato. Si tratta di Mario Schiavon, rappresentante degli Infermieri, probabilmente uno dei più “illuminati” tra i rappresentanti di parte datoriale nella passata tornata.
Il Direttivo è completato dal Presidente dei Commercialisti Valter Anedda e dall’Avvocato Marco Ubertini.
Presidente del Collegio dei Revisori sarà Paolo Pedrazzoli di Cassa Notai, lo stesso che aveva in qualche modo messo in discussione la tempestività delle elezioni, visto che si è proceduto a svolgere queste, di fatto contestualmente rispetto al rientro in Adepp dei sei enti ex dissidenti.
Ad affiancare Pedrazzoli, saranno Gianni Mancuso (Veterinari) e Florio Bendinelli (periti Industriali), volti già noti sui tavoli contrattuali.
Camporese si propone quale nuovo “aggregatore” tra le Casse che, particolarmente negli ultimi anni, non hanno dimostrato grande coesione. Il momento politico-economico impone, invece, una forte unità di intenti e un dialogo franco e continuo anche con le parti sociali, interessate alle vicende attuali, tanto quanto la parte datoriale. E il nuovo Presidente Adepp, da giornalista, è vocazionalmente predisposto alla comunicazione e al confronto.
A questo proposito, giungono notizie, come consuetudine in questo periodo, contrastanti rispetto alle modifiche apportate al D.L. 78. Sembra che gli Enti Previdenziali (ora, finalmente, sia quelli del 509, che quelli del 103) possano essere escluse dagli articoli 6 (riguardante gli Organi Statutari, dunque senza limiti di numero a Consigli di Amministrazione, Collegi Sindacali e spesa di rappresentanza) e 9 (dovrebbero essere salvi i rinnovi contrattuali, niente blocchi alle spese per il personale e nessuna nuova imposizione previdenziale). Resterebbe, invece, valido per le Casse l’articolo 8, quello che impone il controllo dello Stato rispetto alla gestione del patrimonio immobiliare.
Ma l’incognita più forte, a questo proposito, insiste proprio sull’effettivo “licenziamento” entro il 30 luglio da parte delle Camere, di un provvedimento che ha provocato un vero e proprio “terremoto” politico.
